Si sente spesso dire che per poter adottare un cane, soprattutto di taglia grande, bisogna avere un bel giardino grande dove possa correre e sfogarsi. Oppure che il cane deve stare in giardino, perché quello è il suo posto. In effetti quella del cane in giardino, magari legato con una catena alla sua cuccia di legno, è un’immagine che tutti avranno visto nei film o nei cartoni animati. Ma è questo il modo migliore per tenere un cane? Non è proprio così, vediamo come mai.

Per prima cosa guardiamo all’aspetto legale. Da molti anni esiste in Italia una legge, detta legge quadro, che regola la tutela del benessere degli animali d’affezione e la lotta al randagismo. Già in questa normativa si legge che il proprietario dell’animale ha l’obbligo di informarsi sulle caratteristiche fisiche ed etologiche dell’animale e garantirne, tramite le cure e la gestione dello stesso, un adeguato livello di benessere complessivo. Questa legge è stata poi recepita dalle varie regioni che, in molti casi, hanno interpretato la normativa stabilendo un vero e proprio divieto di tenere i cani alla catena. Per cui, perseverando con questa pratica, si potrebbe incorrere in vere e proprie sanzioni.

tenere il cane in giardino

Riflettiamo poi sugli aspetti etologici tipici del cane. È effettivamente necessario lasciare il cane in giardino da solo, magari per molte ore? Molteplici ricerche scientifiche sulla mente del cane e sulla sua evoluzione ci vengono in aiuto per rispondere a questa domanda. Il cane è stato il primo animale in assoluto a diventare domestico, si pensa che questo sia avvenuto circa 30.000 anni fa. Per fare un paragone, il secondo animale a diventare domestico è stata la capra, solo 15.000 anni fa. Per cui il cane è l’animale che è vissuto più a lungo con gli esseri umani e non solo. Durate questo lunghissimo processo evolutivo si è sviluppata una specie unica, diversa da qualsiasi altro animale presente sul pianeta, che esiste proprio perché ha potuto convivere con l’uomo. In altre parole, il cane è fatto geneticamente per condividere gli spazi di vita delle persone, non solo il focolare domestico, ma anche il nucleo familiare: il cane nasce ed esiste fino ad oggi come un vero e proprio membro della nostra famiglia. Per questo motivo la maggior parte dei cani non amerà rimanere da solo, separato da noi per lunghi periodi o chiuso fuori casa, mentre noi siamo tutti all’interno. 

Quando si decide di portare il cane in giardino, bisogna anche trascorrere del tempo con lui, giocando insieme oppure coinvolgendolo nelle nostre attività se stiamo facendo del giardinaggio o stendendo i panni. È inoltre importante ricordare che è nostra responsabilità garantire che il cane non fugga e che sia rintracciabile. Per cui dovremo utilizzare delle recinzioni idonee e dotare il nostro cane di microchip e medaglietta. Se vogliamo essere davvero sicuri di riuscire a rintracciare il nostro cane nel caso di fuga accidentale dal giardino o furto, sarà bene fargli indossare anche un geolocalizzatore GPS, come Kippy Evo. 

Dimentichiamoci quindi l’abitudine ingiustificata di mandare fuori il cane a prendere aria e ricordiamoci invece di guidarlo con la nostra presenza, dandogli la possibilità di fare lunghe passeggiate all’aperto insieme a noi. In questa maniera avremo un cane non solo più equilibrato e sereno, ma anche più educato. 

Federica Pirrone, Mariangela Albertini, Patrizia Piotti ricercatori dell’UNIMI Veterinaria